I tetti del centro storico di Genova, con i campanili e il porto sullo sfondo

Rooms & Relax

Chi siamo

Il nome viene dal labirinto.

I palazzi dei caruggi visti dal basso, con la striscia di cielo del centro storico di Genova

Non un bed & breakfast. Un posto che il labirinto non si aspetta.

Teseo nasce dall’idea di fare qualcosa che a Genova non c’era: una struttura dentro il cuore del centro storico dove, nel dedalo di vicoli che si aprono uno dopo l’altro, non ti aspetteresti mai di trovare un posto così. Sei camere e tre appartamenti per scoprire, o riscoprire, questa città.

La hall con il tavolo alto, il disco d'ottone alla parete e lo scorcio sul salotto

Perché Teseo

Il nome doveva evocare il luogo in cui la struttura prende vita. Siamo immersi in un labirinto di vicoli tutto da scoprire, che è poi l’incanto della città vecchia: si arriva a Teseo dopo essersi persi fra i caruggi, che dei genovesi sono il fiore all’occhiello. L’avventura di Teseo nel labirinto è il percorso che si fa alla ricerca di sé, per superare i propri limiti. È il simbolo delle sfide di tutti i giorni, ed è la nostra filosofia.

Il colonnato di Palazzo Ducale su piazza De Ferrari

Teseo a Genova

Come Teseo decise di entrare nel labirinto, ti consigliamo di perderti nel centro storico. Sì, perderti: è quello che si deve fare per visitarlo davvero. Perdere il senso dell’orientamento, lasciarsi guidare dai profumi, dal brusio della gente, dai sensi. Al rientro ti aspettiamo in una delle camere o in uno degli appartamenti, e possiamo tenerti da parte un momento di puro relax nella zona benessere.

Il mito

Tutto cominciò quando Minosse, re di Creta, chiese in dono a Poseidone un toro da sacrificare in suo onore. Poseidone fece emergere dalle onde un toro bianco talmente bello che il re, invece di sacrificarlo, decise di tenerlo per la sua mandria. Per punirlo, il dio fece innamorare del toro sua moglie Pasifae: dalla loro unione nacque Asterio, metà uomo e metà toro, il Minotauro. Era feroce, e Minosse lo fece rinchiudere nel labirinto di Cnosso, che Dedalo aveva costruito così intricato di corridoi, porte e finti ingressi che chi vi entrava non ne usciva più.

Il filo di Arianna

Androgeo, figlio di Minosse, fu ucciso ad Atene durante i giochi ginnici. Minosse si vendicò: ogni anno gli ateniesi dovevano consegnare sette fanciulli e sette fanciulle da dare in pasto al Minotauro. Stanco di quella prepotenza, il giovane Teseo, figlio di Egeo e di Etra, decise di andare a Cnosso e ucciderlo. Alla corte di Minosse conobbe Arianna, che si innamorò di lui al primo sguardo e gli consegnò un gomitolo di lana. Teseo lo dipanò all’ingresso del labirinto, attraversò cunicoli e sale, affrontò il Minotauro e lo uccise; poi, riavvolgendo il filo, ritrovò l’uscita. Portò Arianna via da Creta ma la abbandonò a Nasso, e lei pianse tanto che Dioniso, per consolarla, le donò una corona d’oro: alla sua morte diventò la costellazione della Corona Boreale.

Ogni unità porta un nome della storia

Minosse, Pasifae, Poseidone, Egeo, Etra, Minotauro, Dedalo, Dioniso: le nove unità di Teseo si chiamano come i protagonisti del mito. Non è un vezzo. Chi dorme qui sta dentro il racconto, e il filo che riporta fuori dal labirinto dei caruggi è sempre lo stesso.

Il disegno del volto di donna che occupa la parete della suite Minosse
Il disegno del volto di donna che occupa la parete della suite Minosse